Parma e i segni del Medioevo
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Terenzo

CHIESA DI SANTO STEFANO
Sulla riva sinistra dello Sporzana, l’abitato di Terenzo, – probabilmente l’antico Forum Druenti (o Druentinorum, poi Trevuntium, o Troventium) – sorge su una paleofrana oggi assestata, come quello di Bardone.
Proprio l’attività geologica del terreno determinò la rovina dell’antica chiesa di Santo Stefano, di cui si ha notizia già nel 1141 come dipendenza della cattedrale di Parma, grazie a una bolla di Innocenzo II, che cita appunto la capellam de Terentio, poi passata nel comprensorio della pieve di Bardone nel XII secolo.
Nel 1294, una frana rovinò sul paese, devastando anche la chiesa; le fonti parlano infatti di distruzione totale: “burgus et ecclesia et domus omnes”.
Nell’attuale edificio ecclesiastico, di impianto settecentesco, con due cappelle, soltanto il campanile pare essere di epoca medievale (fine Trecento), con la relativa campana, risalente al 1365.
Zona di grande passaggio di truppe armate, oltre che di romei, Terenzo ospitò l’imperatore Ludovico il Bavaro nel 1329, mentre tornava in patria dalle partibus Pisarum et Luce e, nel 1333, Giovanni di Boemia, padre di Carlo IV di Lussemburgo, con il suo esercito.
Proprio l’imperatore Carlo IV – con l’approvazione di Ugolino Rossi, vescovo di Parma – costruì qui, nel 1355, una cappella imperiale (poi scomparsa nel Seicento), dedicata a Santa Maria, quando percorse la Francigena alla metà del XIV secolo, al momento del suo tentativo di tenere a bada i Visconti che allora governavano Parma.
Per il resto anche le opere d’arte in essa conservate sono coeve o comunque non anteriori di un secolo rispetto alla nuova edificazione della Chiesa, come un’ancona col martirio di santo Stefano (fine Seicento), la raffigurazione di Maria con Gesù e san Bernardino da Siena (prima metà del Settecento) e il sacro cuore di Gesù e putti con eucaristia di Giuseppe Peroni (anni sessanta-settanta del XVIII secolo).
Nella chiesa era conservata pure una interessante croce astile in rame e bronzo, parte del tesoro della cappella imperiale di Carlo IV e ora conservata a Parma presso la curia vescovile. Il pezzo, di probabile area renana, pare risalire all’XI-XII secolo, e presenta la crocefissione, le figure di Maria e san Giovanni, e i simboli dei quattro evangelisti. Notevole la coerenza tematica con l’idea di base del pellegrinaggio visto come un cammino di purificazione, la cui prima pietra fu posta dal sacrificio di Cristo e la cui testimonianza risiede nelle pagine degli evangelisti.
La presenza di un ospedale per i romei è attestata a Terenzo almeno dal Trecento, sebbene sia plausibile una sua esistenza anche precedente, cancellata dalla frana come la chiesa medievale.
Un certo Gerardo Zily stabilì infatti, nel 1364, che dopo la morte sua e della moglie, Domenichina da Cassio, la sua casa avrebbe dovuto essere destinata a pellegrini e particolarmente agli zoppi, dedicando la struttura di ricovero alla Madonna e a santo Stefano. L’attenzione alla categoria degli zoppi e dei claudicanti è particolarmente significativa in un contesto “romeo” come è quello di questo territorio, in cui un tale handicap era particolarmente d’ostacolo al “cammino” verso i luoghi santi.

I testi sono tratti da Per antichi cammini. Il medioevo a Parma e provincia. Milano, Silvana Editoriale, 2003.

data di creazione: 28/10/2005
data di modifica: 28/10/2005
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