Parma nella storia
  Cronologia illustrata
  Un viaggio nel tempo e nell'arte
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Un viaggio nel tempo e nell'arte - pag.2 -

Del Duecento invece, oltre al già citato Vescovado, resta il Palazzo del Podestà e, seppur modificato, il Palazzo Comunale detto del “Torello” che mutò nome nel 1281 in “Vetus” quando venne eretto, sempre in Platea (Piazza Garibaldi), il Palazzo del Capitano del Popolo o Comunale Nuovo, di cui oggi rimangono solo alcuni elementi originali nella facciata dopo il crollo dell’adiacente Torre civica. Sempre del periodo medioevale è anche la memoria marmorea di Porta Benedetta, collocata nella facciata Ovest del Seminario Maggiore, e la piccolissima chiesa di San Paolo, oggi conosciuta come Sacello di San Paolo, d’origine longobarda, vicino alla quale verso il Mille veniva fondato dal Vescovo Sigifredo il Monastero di San Paolo.
In epoca medioevale Parma è caratterizzata, anche se in piccola parte, dallo stile gotico, presente in Santa Maria del Carmine, in via del Conservatorio, e nel monumento più insigne dell’arte gotico-francescana dell’Emilia, la chiesa di San Francesco del Prato, in Piazzale San Francesco, nata tra il 1240 e il 1250, trasformata in carcere nel 1810, con il trasferimento dell'istituto penitenziario è ora in corso di restauro.
Il Rinascimento fiorisce a Parma negli ultimi decenni del Quattrocento intorno al dotto circolo che fa capo a Francesco Maria Grapaldo, a Taddeo Ugoleto e ad altri umanisti che diffondono le nuove idee legate al neoplatonismo. È da questo ambiente che partono i suggerimenti che influenzeranno in modo determinante la costruzione della chiesa benedettina di San Giovanni Evangelista costruita tra il 1490 ed il 1519 e i cicli d’affresco del Correggio nella stessa chiesa, nella cupola della Cattedrale e nel Convento delle Benedettine di San Paolo.
Il primo segno della nuova cultura architettonica è impresso all’Ospedale della Misericordia, o Ospedale Vecchio, sorto nell'Oltretorrente lungo la Strada maestra di Santa Croce, oggi Via D’Azeglio. Una costruzione progettata da Gian Antonio da Erba con la partecipazione successiva dei maggiori architetti e scultori del tempo: Gaspare Fatuli, Antonio Ferrari d’Agrate e gli Zaccagni che legano il loro nome a numerose chiese della città: la chiesa di San Benedetto, in Via Saffi, e l’oratorio dell’Immacolata Concezione, costruito come cappella collegata alla chiesa di San Francesco del Prato, uno dei primi templi della città a pianta centrale, tipico esempio di architettura cinquecentesca: l’elegante chiesa rinascimentale di Santa Maria della Steccata, di proprietà dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, che presenta all’interno le opere di Francesco Mazzola detto il Parmigianino e di altri artisti del periodo come Barnardino Gatti, Lattanzio Gambara, Gerolamo Mazzola Bedoli e Michelangelo Anselmi, presenti anche in Cattedrale e in altre chiese della città.
Nella scultura, invece, opere di maggior pregio sono prodotte nell’intarsio del legno, ad opera di Cristoforo e Bernardino da Lendinara, Luchino Bianchino, Marc’Antonio Zucchi e Francesco e Pasquale Testa, che operano nel coro della Cattedrale, nella chiesa di San Giovanni e nell’Oratorio dei Rossi.
L’avvento dei Farnese determina notevoli trasformazioni nel tessuto urbanistico della città, divenuta ormai capitale di un piccolo Stato. Nell’Oltretorrente nasce il Giardino Ducale con l’annesso Palazzo Ducale, voluto da Ottavio Farnese nel 1561, incaricando per il progetto Jacopo Barozzi da Vignola, secondo il modello dei giardini delle più famose ville che sorgevano nei dintorni di Roma.
In Via d’Azeglio sorge la chiesa dell’Annunziata dei Frati Minori Francescani, iniziata nel 1566 su progetto dell’architetto Gian Battista Fornovo, che sviluppa il tema della pianta ovale, mentre in piazza Picelli si trova la chiesa di Santa Maria del Quartiere, edificata nel 1604 su progetto dell’architetto ferrarese Gian Battista Aleotti sotto gli auspici di Ranuccio I Farnese per volere di Papirio Picedi, allora Vescovo di Borgo San Donnino e  più tardi Vescovo di Parma.
Al di là del torrente si eleva il vasto complesso della Pilotta, voluto dal duca Ottavio Farnese. Concepito come un palazzo dei servizi, alla cui costruzione, a iniziare dal 1583, lavorano diversi architetti in vari periodi diversi, è costituito inizialmente dal Corridore, una struttura rettilinea ad archi sovrapposti che collegava due corpi di fabbrica.
Nei primi decenni del XVII secolo, fra il 1616 e il 1618, si inserisce nell’ala occidentale della Pilotta, precisamente nella Sala d’armi, il Teatro Farnese voluto dal duca Ranuccio I Farnese per festeggiare, con un adeguato allestimento scenico, la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici programmata in occasione di un viaggio a Milano per rendere omaggio alla Tomba di San Carlo Borromeo.
Fuori le mura, nel frattempo, è costruita la fortezza pentagonale della Cittadella realizzata da Alessandro Farnese, terzo Duca di Parma, sul finire del XVI secolo.
Il passaggio dal tardo manierismo parmigiano al barocco è segnato dalle chiese di San Quintino, Santa Maria degli Angeli e dalla trasformazione di Sant’Alessandro.

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data di creazione: 26/10/2005
data di modifica: 08/11/2005
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